La fotografia, come espressione artistica, è da sempre indicata quale migliore ed unica strada per fermare l'attimo, quel raro momento che contiene una grande forza interiore, emanata con suadente violenza.

Le immagini-simbolo, icone rappresentative, sono in grado di suscitare vere e proprie emozioni, mettendo a nudo l'anima dell'osservatore disponibile ad indagare sul significato della foto stessa.

Nei simbolisti come Fabio Pironi di Bondeno, è alquanto difficile contrastare l'impetuoso desiderio di esprimersi attraverso l'arte. E' troppo gracile la volontà di opporsi ad essa, pur consapevole che nasce dal nulla, che è l'antropizzazione di un contesto privo di apparente significato, trasformato in un concetto a tutti, o quasi, decifrabile.

L'arte distoglie il pensiero dello spettatore, allontanandolo anche per pochi attimi dai classici canoni del ragionamento frettoloso ed impulsivo che lascia posto alla riflessione verso l'aura di mistero espressa attraverso le immagini, pronta a sollevare interrogativi e peregrinazioni mentali.

La fotografia simbolica non è un'arte prettamente visuale. Lo spettatore viene indotto a divenire attore, in quanto egli indaga, ragiona, riflette e continua il suo viaggio mistico esaltando ed estendendo l'immaginazione.

 

Come in una proiezione cinematografica, egli segue il preciso ordine dei quadri e, anzi, lo espande cercando, finalmente, un preciso significato anche ai successivi che potrebbero non contenerlo.

Egli non è più solo: qualcosa o qualcuno lo ha indotto a stimolare una profondità interiore che riteneva oltremodo superflua, superata, non più indispensabile. Tale profondità, invece, giaceva nel suo limbo, pronta a risvegliarsi: è la grandezza dell'Uomo.

Talvolta, l'arte fotografica serve a qualcosa, a qualcuno. Può divenire una sorta di totem, di icona: le sensazioni, le emozioni, che situazioni particolari hanno suscitato nell'artista, sebbene trasportate a migliaia di chilometri, continuano ad essere un documento trasferibile, senza perdere la loro autenticità.

Fabio Pironi di Bondeno desidera essere ricordato alle successive generazioni con una sola fotografia: Allegoria del Viola. Essa condensa in pochi centimetri il dilemma dell'umanità, la contrapposizione dell'Avere all'Essere, con le giuste tonalità.

In quest'immagine-simbolo predomina la Gioia, espressa col sorriso e con la fusione tra l'Uomo e la Natura che relega in secondo piano l'espressione della felicità rappresentata dal trinomio denaro-saggezza-eleganza, addirittura esaltata da un raggio di Sole.